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Le corse dei cani in Europa sono legali?

Le corse tra levrieri sono tra le gare di cani più diffuse. In Italia questo tipo di competizioni è stato dichiarato illegale a partire dal 2000 e nei primi anni del duemila sono stati chiusi tutti i cinodromi italiani legati alle scommesse sportive.

A livello europeo ed internazionale, tuttavia, la situazione è alquanto differente. In paesi come Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti, Messico e Australia le corse tra levrieri sono assimilate alle corse tra cavalli e rappresentano una fetta considerevole dell’industria del betting e delle scommesse d’azzardo.

La Igb in Irlanda e il Bgb in Gran Bretagna registrano annualmente un giro d’affari miliardario sulle corse dei cani, basti pensare che nel solo 2011 in Irlanda le competizioni tra levrieri hanno fatturato oltre 500 milioni di euro al Tesoro.

In questo tipo di gare i levrieri (in particolare i “greyhound”) si sfidano lungo un percorso ovale o circolare inseguendo una preda meccanica (generalmente una lepre o un coniglio). Numerose sono state le critiche sorte negli anni rispetto a questo tipo di competizioni, ritenute violente e lesive dei diritti e della salute degli animali.

In tal prospettiva sono nate tantissime associazioni animaliste che si sono impegnate nella salvaguardia dei levrieri sia prima che dopo l’utilizzo nelle corse.

Una volta che i cani sono stati sfruttati per le corse, infatti, vengono abbandonati o, nei casi più gravi soppressi. Si tratta di un fenomeno gravissimo al quale si chiede da anni di porre fine. Secondo la Onlus Pet Levrieri, ogni anno sono circa 70 mila i levrieri uccisi complessivamente nel Regno Unito, in Irlanda e in Spagna dopo essere stati utilizzati nelle corse.

La stessa associazione è impegnata in prima persona nel recupero degli animali, che cerca di dare in adozione prima che vengano soppressi. Si tratta, infatti, di cani molto intelligenti e sensibili, particolarmente indicati sia per i bambini che per gli anziani e adatti anche alla pet therapy.

La nota positiva è che negli ultimi anni, grazie alla forte sensibilizzazione dell’opinione pubblica e grazie al lavoro e all’impegno tenace di tante Associazioni animaliste e ambientaliste, questo fenomeno si sta riducendo sensibilmente.

Negli Stati Uniti, ad esempio, solo in 7 Stati le corse e le scommesse sui cani sono ancora legali mentre nel resto del Paese sono state bandite. Anche in Europa vi sono dei segnali positivi che arrivano proprio da Londra dove il governo inglese ha deciso di chiudere il circuito storico di Walthamstow.

Oltre ai greyhound altre specie sfruttate per questo tipo di corse sono i galgo e i lurcher. Una possibile soluzione che riesce a conciliare sia la tutela degli animali con gli interessi dell’industria del gioco d’azzardo proviene dal mondo online e dallo sviluppo tecnologico: oggi, sia in Italia che all’estero, esistono tanti bookmaker che consentono di seguire e puntare su corse di cani virtuali, riprodotti con effetti audio e video davvero realistici.

Le scommesse sulle corse virtuali dei cani offrono lo stesso intrattenimento di quelle reali ma senza ledere la salute e i diritti degli animali.